Tre trend per i social game nel 2011 | Gamasutra: Joost Rietveld’s Blog

I Social game, che hanno sia espanso che diversificato la popolazione dei videogiocatori, stanno maturando a passi rapidi; sebbene ne risultino fenomeni di consolidamento, permangono anche ampi spazi di innovazione.
In questo articolo (considerati i risultati del Social Gaming Summit del 2010, le varie attività di consulenza nel settore del social gaming e le pubblicazioni accademiche sull’argomento) verranno presi in considerazione i tre principali trend che rivoluzioneranno i social game nel 2011.
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Destinatari e obiettivi delle soluzioni game-based per il business

game-based business recipients and objectives
Le soluzioni game-based per il business traggono vantaggio dai paradigmi della gamification e usano gli strumenti del game-based business marketing (si faccia riferimento al nostro post precedente). Quali sono i destinatari e gli obiettivi di questo tipo di soluzioni?

I destinatari si possono dividere in due categorie principali:

  • Clienti (attuali o potenziali): rappresentano l’intera richiesta di mercato e includono sia i clienti attuali, che quelli che possono essere raggiunti dalla diffusione del prodotto o servizio, attraverso campagne di comunicazione virali o tradizionali.
  • Impiegati e co-makers: rappresentano un gruppo molto specifico; la soluzione è spesso sviluppata su misura per una particolare necessità, in relazione all’aumento della produttività, alla comunicazione della cultura aziendale o al test di skill lavorative in ambienti simulati.

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24 hour play-time: Get ready for the game of your life

New Scientist TV: 24 hour play-time: Get ready for the game of your life.

Perchè la gamification e il game-based marketing rappresentano delle efficaci soluzioni per il business? Guardate questo video che ne spiega scientificamente i motivi!
Il mondo sarà sempre più gamificato, ma la pointsfication non basta: per utilizzare le game-mechanics e game-dynamics occorre un game-design, non è sufficiente un layer che assegni punti e badge.

Accordo di in-game adv tra Sony e Toyota

Che tipo di auto Sackboy guida? Apparentemente, dato il nuovo accordo di in-game advertising, una ecologica ibrida Toyota. Quest’ultima, infatti, offrirà contenuti sponsorizzati gratuiti quando LittleBigPlanet 2 verrà lanciato, inclusi un tema XMB free e uno speciale livello Prius-themed. L’add-on scaricabile includerà items collezionabili che chiunque potrà utilizzare per creare il proprio advergame ed avere la possibilità di vincere alcuni premi “very cool”.

Toyota in-game advertising in LittleBigPlanet 2

Fonti: Joystiq e PULSE

 

Strumenti per il game-based marketing

La Gamification è parte di una tematica più ampia e completa, che abbiamo nominato Game-Based Business Solution, che include anche il Game-Based Marketing.

Come abbiamo già sottolineato, la gamification è l’implementazione di meccaniche ludiche in contesti non-gaming, per coinvolgere le persone nelle attività di un sito o servizio e fidelizzare gli utenti.
Il game-based marketing, invece, sfrutta veri e propri giochi, soprattutto per aumentare la notorietà e migliorare l’immagine di un brand.

Il game-based marketing utilizza diversi strumenti e ambienti per diffondere i messaggi e raggiungere gli utenti. Analizzeremo in dettaglio questi strumenti per aiutare a scegliere quello giusto per ogni tipologia e obiettivo di business.
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Perchè la gamification non è una semplice pointsfication

Come molte altre discipline emergenti la gamification sta evolvendo giorno dopo giorno, di pari passo con i nuovi studi in materia di game design, psicologia, comportamento e in altri campi accademici.

Abbiamo già discusso delle meccaniche e dinamiche di gioco e del loro ruolo nel produrre un ambiente gamificato. Il prossimo passo consiste nel concentrarsi sui metodi da utilizzare per applicare questo genere di paradigmi al processo di gamifizzazione. Continua a leggere Perchè la gamification non è una semplice pointsfication

I numeri dell’industria del gaming per il 2010

NewZoo
Ci avviciniamo alla fine dell’anno ed è quindi tempo di tirare le somme.
NewZoo, azienda di consulenza e ricerche di mercato focalizzata sull’industria del gaming, ha stilato un documento riassuntivo che denota alcuni trend interessanti:

  • Il mercato statunitense e quello britannico, il più rilevante per quanto riguarda l’Europa, hanno subito una flessione, ritenuta fisiologica ma contenuta. Al contrario Francia e Germania hanno incrementato il fatturato con risultati di tutto rispetto.
  • Il mercato tradizionale legato ai giochi per console e alla distribuzione su supporto fisico di titoli per PC ha subito un calo importante a fronte dell’aumento consistente del successo dei canali di digital delivery, del gioco online su portali e relativo agli MMO e al gaming su device mobili.
  • I potenziali campi di applicazione della gamification, cioé i portali online, i social network e i dispositivi mobile, raggiungono l’impressionante numero di 270 milioni di utenti nel solo territorio statunitense.

Il report completo è disponibile a questo indirizzo.

Meccaniche e dinamiche della gamification

Il processo di gamification si basa sull’integrazione di elementi tipici del mondo dei giochi all’interno di siti web, portali, comunità online, servizi e, in generale, altri contesti non prettamente relativi al gaming.
Che genere di tecniche sono necessarie per ottenere i risultati desiderati?
Ci sono due aspetti differenti da tenere in considerazione: rispondono al nome di meccaniche e dinamiche di gioco; le prime sono a tutti gli effetti i ferri del mestiere utilizzati per creare l’infrastruttura ludica mentre le seconde rappresentano i bisogni e i desideri umani radicati in ognuno e che possono venir soddisfatti sfruttando le meccaniche di gioco.

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Gamification e obiettivi principali

La gamification ha due obiettivi decisamente interessanti che andremo ad esplorare in dettaglio in questo post.
Il primo è “stimolare un comportamento attivo e misurabile”. L’implementazione di meccaniche ludiche è uno dei metodi più efficienti per coinvolgere le persone nelle attività di un sito e di un servizio, ma anche (come vedremo in prossimi articoli) per agevolare comportamenti offline. E’, dunque, una tipologia di partecipazione particolare in quanto attiva: l’utente fa qualcosa!
E’ ovvio che un contributo attivo è più efficiente rispetto a quello passivo, anche da un punto di vista di mera veicolazione di un messaggio: incentivando comportamenti attivi, infatti, il messaggio da comunicare può divenire connesso all’azione stessa ed essere racchiuso nel contesto dell’esperienza.
Da questo punto di vista, non è poi da sottovalutare un altro vantaggio fondamentale ottenibile tramite la gamification: il comportamento dell’utenza è misurabile, raccogliendo i dati basati sulle azioni compiute all’interno del gioco. E’ perciò possibile effettuare una profilazione degli iscritti, permettendo di concentrarsi particolarmente sul target e/o cercando di espandere il potenziale bacino d’utenza.

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