Di seguito una piccola selezione degli ultimi articoli che parlano di Alittleb.it. Inutile dire che, data l’importanza delle testate giornalistiche (L’Espresso, Ansa e Il Sole 24 Ore), ne siamo molto fieri e ringraziamo di cuore i giornalisti che ci hanno contattato.

Ne siamo enormemente orgogliosi perchè questi articoli testimoniano che finalmente anche in Italia il Game-based Marketing e la Gamification cominciano a guadagnare il loro mercato ed il rispetto che meritano … e noi siamo considerati come l’azienda leader nell’offerta di tali soluzioni.


L’Espresso - Numero 44 anno 2012

Un avatar per collega

di Emanuele Coen

Come in CityVille e Millionaire City, nel videogame Webpoint Village lo scopo è costruire la propria città e farla diventare sempre più ricca. Con una differenza: i giocatori sono i 1.400 (veri) agenti di Seat Pagine Gialle, l’intera forza vendita del gruppo, che ottengono le risorse per gareggiare se realizzano gli obiettivi di fatturato giornalieri. Chi vince nella realtà, insomma, guadagna punti e trionfa anche nel mondo virtuale, attraverso il proprio avatar. Nelle intenzioni dell’azienda il “productivity game” per iPad, in programma per altri due anni, serve ad aumentare la produttività degli agenti e a farli familiarizzare con la vendita di servizi digitali. In Italia, dove il settore dei cosiddetti “serious games” muove i primi passi mentre negli Stati Uniti è già boom, alcune software house si stanno specializzando nello sviluppo di applicazioni ludiche pensate per contesti diversi da quelli tradizionali del gioco: social games di e-learning su base volontaria come strumento formativo, giochi per raggiungere scopi utili per la collettività, “social advergame” per migliorare l’immagine dei marchi e potenziare strategie di marketing attraverso i social network.
A Milano c’è Alittleb.it, che ha sviluppato una piattaforma digitale ad hoc (chiamata Ludum) e da cinque anni sforna giochi “seri” come Webpoint Village per Seat PG e Vodafone SuperMobile, sviluppato per gli 8 mila dipendenti di Vodafone Italia. In sostanza, ciascun giocatore-dipendente impersona un SuperMobile Hero, che ha l’obiettivo di svolgere una serie di missioni per decodificare un sms ricevuto sul proprio smartphone, ma criptato. Per risolvere il mistero il dipendente deve rispondere a quiz, rebus e domande sulle funzionalità dei telefonini, e le monete virtuali guadagnate nelle missioni servono nella competizione con i colleghi, con cui può stringere amicizia e comunicare pubblicamente grazie a una barra di stato simile a quella di Facebook, con un tabellone che indica i nomi dei primi in classifica. Vince chi è più veloce, risponde più correttamente, partecipa con entusiasmo. Anche in questo caso il gioco, che si è concluso a marzo scorso, è solo un pretesto: lo scopo di Vodafone Italia, in realtà, è perfezionare la conoscenza degli smartphone e degli altri dispositivi, migliorare l’atmosfera dell’ambiente lavorativo, premiare i dipendenti più inclini all’uso delle tecnologie.


ANSA (Ansa For Italy), November 15

Italian startup puts videogames to work

di Justin Smith

A software house in northern Italy has reeled some big- name clients by tapping into the growing new market for games that blend work with play.
Alittleb.it is one of the leading developers of “serious games”, a burgeoning genre in online entertainment that uses game mechanics to drive up productivity in the workplace.
Its growing client portfolio counts more than a dozen household brand names ready to pay big money for games that will fire up employees and teach them new skills.
Head of marketing for the Milan-based startup, Alain Bonati says his company can barely keep pace with demand. “We get between three to four inquiries per week from companies who want to know more about our games,” he said. “We don’t even have time to look for clients. They come to us.”
Vodafone is one of many examples. The British telecoms provider hired a Alittleb.it to create a fun and effective way for its 8,000 staff in Italy to learn the ins and outs of its best-selling smart phones.
Bonati and his team delivered a superhero adventure game, in which players must use an arsenal of smart phones to foil an evil villain’s plot.
As a reward for completing each mission, players earn virtual coins to outfit their superhero avatars with costumes and gadgets.
Virtual goods have an important role to play in serious games, says Bonati. Just by looking at each others’ avatars, players can gauge their colleagues’ progress both in the game and at work.
They’re the driving force behind more competitive games, like the one Bonati and his team designed for Italian phonebook publisher Seat Pagine Gialle.
WebPoint village is a city-building simulator for iPad that sprouts suburbs and skyscrapers every time a player makes a sale.
Linked to the company’s sales database, it automatically unlocks prizes such as landmarks and monuments when its players fulfill their quotas and teams hit their targets.
“Every element of the city is related to some aspect performance,” says Bonati. “From the height of the buildings to the area of the city, it’s all tied to adverts the players are selling in real life.”
All of the players’ neighborhoods, towns and cities are tied together to form a single country-Italy—that represents how the company is performing as a whole.
As to whether serious games really work, Bonati wasn’t at liberty to divulge any figures. But he did say that business was booming and that it was driven by referrals.
He added that his company’s success in the serious games arena had attracted the attention of “serious” venture capital investors who could help take the business—and its games—to a whole new level.
Alittleb.it is still a small outfit with just a handful of programmers including the four who started the company in 2007.
By then, its founders had already made a name for themselves as part of the team that hatched Aviary, a web-based photo editor that today serves over 75 million users of the photo-sharing website Flickr.
Apart from its serious games, the company also has a knack for marketing. One of its signature products is a clothes shop mirror that comes to life when people stand in front of it to provide information about items in the store.
As a side project, Alittleb.it also has a brand of arcade-style games, which keeps developers busy between more serious projects.
DarkWave Games has produced its own share of hits such as Master of Alchemy, a cult-hit puzzle game for iPad, and Act of Furry, a third-person “shoot ‘em up” for iPhone.


Il Sole 24 Ore (Nova24) – 10 giugno 2012 [Estratto]

Sono gli indie game la vera rivoluzione

di Emilio Cozzi

La rivoluzione più importante dell’intrattenimento videoludico potrebbe partire dagli indie game, creazioni più o meno avulse dall’industria tradizionale e dalle sue dinamiche di produzione e distribuzione.
Grazie alla rete, tuttavia, oggi si moltiplicano free tool come Stencyl (www.stencyl.com), che permettono di creare e distribuire giochi senza aver mai scritto un codice e ignorando i publisher.
Che i non programmatori possano emergere è entusiasmante. Perchè è il numero delle storie da culture marginali che una disciplina contiene a dirci della sua maturità espressiva.
In Italia sono circa 70 gli sviluppatori indie (fonte Aesvi), una comunità nata tra i tre e i cinque anni fa che accorpa realtà più strutturate e sperimentatori solitari. Se il loro viatico sono stati l’abbassamento delle soglie d’ingresso, l’apertura di Facebook ad aziende esterne e l’avvento di App Store e Google Play, non stupisce che fra i pochi tratti in comune i developer italiani sfoggino lo sviluppo crossplatform, vieppiù indifferente al monopolio delle console.
Non è allora un caso che da Alittleb.it, digital agency milanese specializzata nell’offerta di interattività esperienziale e soluzioni di game-based marketing, sia nata nel 2010 DarkWaves Games, che produce e distribuisce videogiochi per marketplace digitali. “Stiamo lavorando a titoli co-finanziati da un publisher – spiega Alain Bonati, marketing manager – ma abbiamo mantenuto l’indipendenza completa sulle scelte creative”. Lo confermano i lanci imminenti di A Littie Space, Dream Chamber e le tre versioni di Master of Alchemy (per iPhone, iPad e iPod Touch), puzzle game concepito nel 2010 e basato sulla manipolazione degli elementi. Un titolo che difficilmente avrebbe conosciuto la ribalta attraverso i vincoli di un grosso publisher, nonostante oggi svetti quale secondo miglior gioco per iPad e attenda un seguito per iOs, Android, Pc e Mac entro fine anno.
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