Nel mondo lavorativo attuale stanno acquisendo sempre più importanza le competenze trasversali: tutto quello che si impara in ambiti non formali e informali è un valore aggiunto. Se tutto ciò che apprendiamo nei contesti formali è tacciabile e verificabile, diventa invece molto più complesso rendere riconoscibile ciò che impariamo in modo più informale, ad esempio nel tempo libero. Viviamo inoltre in un mondo sempre più digitale, i social network stanno diventando sempre più centrali nelle nostre vite; anche negli ambiti formativi e della ricerca di lavoro questi strumenti stanno acquisendo sempre più importanza. Non ci limitiamo più a compilare il nostro CV ma aggiorniamo e sistemiamo continuamente i nostri profili social. LinkedIn, ad esempio, è diventato uno dei principali strumenti di ricerca di lavoro da parte del singolo e di selezione da parte delle organizzazioni. Diventa quindi indispensabile la capacità di condivisione delle nostre esperienze e delle nostre qualità. Se fosse possibile avere una traccia digitale di quello che facciamo, delle competenze che abbiamo acquisito, sarebbe tutto più semplice: basterebbe un click per condividere con gli altri quello che abbiamo appreso. E proprio con questo intento di creare un sistema standard di riconoscimento delle competenze acquisite che Mozilla Foundation ha ideato gli Openbadges.

 

Che cosa sono gli Openbadges e che cosa li contraddistingue da un normale badge digitale? Per poter rispondere a questa domanda occorre prima definire che cosa sia un badge. Il badge, in questo contesto, non è il cartellino che si timbra per entrare e uscire dall’ufficio, ma è un premio, un riconoscimento, un distintivo che viene acquisito una volta raggiunto un  determinato obiettivo. Come si legge sul sito BadgeAlliance (http://www.badgealliance.org/why-badges/), un badge è un simbolo o indicatore di un obiettivo raggiunto, un’abilità, qualità o interesse. Il concetto di badge inteso come certificazione di un obiettivo raggiunto è un elemento cardine anche della gamification. Le persone sono invogliate a fare meglio quando in palio c’è un premio, quando viene riconosciuto il raggiungimento di uno scopo. Questo concetto può essere utilizzato anche in ambito formativo: assegnando un badge al completamento di un percorso/attività, è possibile riconoscere alla persona l’acquisizione di una o più competenze. Alla fine di un percorso formativo o di un’attività, dunque, al posto o in aggiunta alla consegna di un certificato, viene rilasciato un badge.

 

Da questa semplice descrizione possono sorgere spontanee alcune domande: come faccio a sapere chi ha rilasciato il badge? Se il badge è un’immagine, come è possibile sapere come l’ho ottenuto e quale obiettivo ho raggiunto? Come posso assicurarmi la sua validità?

Nel 2011 Mozilla Foundation, con l’annuncio della creazione degli Openbadges, ha provato a dare una  risposta a queste domande. Ha creato un sistema standard e aperto a tutti per l’emissione, la raccolta e la visualizzazione di badge digitali: l’Open Badges Infrastructure (OBI).

Le figure chiave alla base del processo di emissione e acquisizione degli Openbadges sono tre:

  • Issuer: ente che eroga i badge.
  • Earner: persona che guadagna il badge.
  • Displayer: luogo in cui vengono raccolti e visualizzati i badge guadagnati e dove è anche possibile condividerli.

L’elemento innovativo introdotto dagli Openbadges non è il processo di acquisizione, ma il fatto che il badge contiene informazioni inerenti l’issuer e l’Earner. Gli Openbadges non sono composti esclusivamente da un’immagine, ma sono caratterizzati dai metadati. Quest’ultimi sono necessari per identificare la persona che ha acquisito il badge, l’ente che ha emesso il badge, i requisiti per ottenere il badge, la/le competenze acquisite. Inoltre, i metadati sono in formato open source e sono leggibili da qualsiasi applicazione; chiunque può quindi accedere alle informazioni contenute all’interno del badge e verificarne la veridicità. È proprio quest’ultima caratteristica che ha reso l’OBI un sistema riconosciuto internazionalmente.

Grazie ai metadati è quindi possibile:

  • accedere a tutti i contenuti del badge ospitati sulla piattaforma che l’ha emesso
  • collezionare, mostrare e condividere gli openbadges. Le persone potranno collezionare i propri badge tramite un Backpack. Quest’ultimo è un luogo dove gli utenti possono registrare tutte le certificazioni ottenute, accedere a tutte le informazioni connesse ai propri badge e decidere se e come condividerli con gli altri
  • avere una pagina dedicata, con il proprio nome, la data in cui si è ottenuto il badge e la descrizione del badge
  • scaricare e inviare l’immagine del badge dalla pagina dedicata o linkare la stessa.

Mozilla Foundation ha quindi creato uno strumento digitale, flessibile e verificabile che le persone possono utilizzare per comunicare le proprie competenze.

Qualsiasi organizzazione, associazione, azienda e persona può rilasciare un badge. Questo ha ovviamente portato alla creazione di differenti e varie applicazioni per il rilascio, riconoscimento e collezione degli Openbadges. È infatti un sistema che è stato pensato proprio per permettere di riconoscere e verificare internazionalmente quello che è stato appreso in contesti non-formali e informali. In ambito formativo questo ha consentito di certificare in modo semplice e veloce tutto quello che viene appreso al di fuori dei contesti formali.

Grazie agli Openbadges, gli Earner hanno quindi la possibilità di costruire una narrazione del proprio profilo personale, un profilo che possono condividere con un semplice click, per poter comunicare e dimostrare le singole qualità o esperienze acquisite.

Lo standard OBI si è diffuso non solo nelle aziende, ma anche nelle università. In Italia la prima università ad adottare gli Openbadges è stata l’Università degli Studi Milano-Bicocca: ha iniziato utilizzando i badge per certificare le competenze trasversali; oggi certificano le lauree.

 

Negli ultimi anni è stato fatto un ulteriore passo in avanti rispetto agli Openbadges. Nel 2016, il MIT media lab ha introdotto un nuovo standard aperto per il rilascio di attestati basato sulla tecnologia Blockchain: Blockcerts.

La grossa innovazione introdotta da Blockcerts è la possibilità di accertare la veridicità di un titolo (come per esempio un certificato di laurea) utilizzando un attestato digitale, contenente le competenze e conoscenze acquisite, senza la necessità di contattare l’istituzione emittente. Tutti i dati inerenti all’emissione del titolo, infatti, grazie all’utilizzo della tecnologia Blockchain, sono inalterabili e disponibili pubblicamente, annullando la possibilità di falsificazione di qualsiasi certificato.

 

Questi nuovi paradigmi rivoluzioneranno sicuramente i contesti formativi. Le persone potranno certificare facilmente tutto quello che hanno fatto e imparato; le aziende potranno selezionare più facilmente le persone e verificarne le conoscenze.

Magari continueremo ad incorniciare il proprio certificato di laurea cartaceo, ma potremo anche postarlo sui social e allegarlo ai CV!