mercedes gamification business game

L’idea è molto semplice: attraverso una gara, trovare la nuova agenzia creativa che seguirà la casa di Stoccarda nell’avventura digital Italiana.
Mercedes, sotto il nome Digital Business Game 2015, ha lanciato una nuova iniziativa che, a ben vedere, di Game ha ben poco, e si avvicina di più al format dei talent show alla X-Factor o America’s Got Talent (Che forse un Mercedes Got a Talent poteva funzionare meglio?). Quello che loro chiamano Game è invece una gara a tutti gli effetti, anche perché come se non bastasse la dottrina inquadra i Business Game in modo un po’ diverso da quello che loro propongono e magari, con un piccolo accorgimento sul nome, avrebbero evitato le ire di molti che in questi giorni stanno amaramente commentando questa iniziativa.

Senza ombra di dubbio ciò che Mercedes sta facendo è un’attività di digital marketing a supporto della stessa attività strategica di marketing, dove degli aspetti del gioco, della gamification o del game-based marketing non ce n’è la minima ombra.

Lo ammetto, sono stato tratto in inganno dalla parola Business Game unita a Mercedes e immediatamente ho sognato. Ho pensato a qualcosa di veramente innovativo volto all’individuazione di quello che addirittura viene chiamato partner. Sicuramente sono di parte, lavorando quotidianamente nel digital marketing e trattando aspetti di gamification, mi immaginavo un contest, delle prove, delle iniziative coinvolgenti, dei test e dei game che avrebbero impegnato le agenzie in qualcosa di nuovo e inaspettato. Mi son fatto trascinare dalla parola Business Game e dalle parole che Mercedes ha usato per descriversi all’interno di questa iniziativa: “Noi siamo quelli che continuano a evolversi e a fare dell’innovazione il proprio credo, dello stupore l’arma di conquista” mentre di innovativo non c’è poi molto, neppure l’idea di ridurre la gara ad un talent show.

Quella che a tutti gli effetti per ora è la più classica delle gare tra agenzie verrà divisa in due step, i soliti step: quello della candidatura e quella dell’elaborazione dei documenti con successiva offerta economica.
A fatica riesco a individuare la parte legata al game e non ci provo neppure a cercare la componente di divertimento, faccio riferimento a quella nuova e diversa e non al piacere del lavorare con il proprio team affiatato e di professionisti!

Esce invece predominante la variante di digital marketing classico e old-school, dove creato un contenuto in-house questo viene veicolato attraverso un pool di blog con cui rilanciare le clip video, si perché come indicato sul sito dell’iniziativa “Ogni prova sarà filmata e verranno realizzate delle video puntate per ciascuna agenzia che saranno poi pubblicate sul sito” come nella più consueta tradizione.

Sicuramente c’è ancora un po’ di tempo per rendere il secondo step più coinvolgente e meno tradizionale, sia in termini di engagement per le agenzie sia in termini di comunicazione dell’iniziativa.

Di talent show ne abbiamo già visti a sufficienza e di nuove star probabilmente non ne abbiamo bisogno, le agenzie hanno bisogno di crescere, senza continuare a sopravvivere, e marginare, potendosi concentrare sulla creazione di nuove idee per clienti sempre più esigenti.
Resta inteso che le iniziative capaci di dare visibilità alle agenzie, creando magari anche un nuovo network, saranno sempre benvenute, magari però cercando di non limitare l’accesso al solito gotha delle top 10 così da permettere all’innovazione di arrivare veramente anche dal basso.